Descrizione
Daniele Piccinin Muni Montemagro Durello
Se lo chardonnay in qualche maniera si fa ammaestrare, la durella dice “No”. O ti piaccio cosi come sono o altrimenti niente. Basti pensare che nelle cristallizzazioni sensibili mostra la sua difficoltà ad accettare altre uve in caso di taglio. È davvero incredibile. Perciò solo durella in tutta la sua purezza, per il nostro Montemagro. Si sono fatte negli anni varie prove e aggiustamenti, anche in considerazione delle diverse annate, e continueremo a farne, anche se ora la via di Damasco sembra un po’ più nitida. In un certo periodo ho sbagliato a volerla intendere alla stregua di un prodotto internazionale: era quasi come non volerla amare per le sue caratteristiche, ma solo per ciò che avrebbe potuto diventare. E così, con l’annata 2014, il Montemagro mi ha dato due schiaffi in faccia facendomi capire cosa fosse una durella con una bella acidità. Da lì il percorso ha trovato una “retta via”. Pur essendo orgoglioso dell’esito così difficilmente conseguito, non mi sento ancora arrivato dove vorrei, né in vigna né in cantina. Per questo abbiamo messo in moto un programma che permetterà di capire con assoluta precisione dove, nei nostri terreni, può crescere la migliore uva durella. Ogni anno sperando di essere folgorati dalla luce!
Affinamento: in botti di legno grande (Slavonia/rovere) per 10 mesi, in bottiglia per circa un anno e mezzo
Vinificazione: solo il mosto fiore con fermentazione in legno grande da 30hl di Slavonia e un 20 hl rotonda di rovere francese. Teniamo il lieviti in sospensione fino al mese antecedente l’imbottigliamento
Colore: giallo paglierino intenso
Profumo: al naso sentori di frutta gialla, erbe aromatiche e una nota sapida persistente
Gusto: in bocca un vino di grande acidità e freschezza, con note di fiori di campo, agrumi e una leggera sfumatura ossidativa o tostata
Abbinamento: pesci alla griglia, zuppe di pesce, frittate e sformati di verdure